Scoutismo e trasporti pubblici: è davvero ecochic?
Se penso al viaggiare col fazzolettone al collo, vedo gli scarponi e sento il peso dello zaino sulle spalle. Subito dopo, il blu delle corriere ATCM e la fuliggine che ti si appiccica alle dita quando chiudi gli sportelloni dove si caricano gli zaini. Infine, il caratteristico olezzo che permea i vagoni Trenitalia e quanti vi stanzino per più di pochi secondi. Dopo il camminare a piedi, il trasporto pubblico è da sempre il mezzo privilegiato per raggiungere la destinazione di uscite e campi scout. Ma è corretto spostarsi con i mezzi pubblici anche quando ciò è estremamente dispendioso in termini economici?
Se penso al viaggiare col fazzolettone al collo, vedo gli scarponi e sento il peso dello zaino sulle spalle. Subito dopo, il blu delle corriere ATCM e la fuliggine che ti si appiccica alle dita quando chiudi gli sportelloni dove si caricano gli zaini. Infine, il caratteristico olezzo che permea i vagoni Trenitalia e quanti vi stanzino per più di pochi secondi.
Dopo il camminare a piedi, il trasporto pubblico è da sempre il mezzo privilegiato per raggiungere la destinazione di uscite e campi scout.
Il trasporto pubblico è più essenziale: non ti porta esattamente dove vuoi arrivare, si fa aspettare, ti fa osservare e riflettere sulle persone e sui luoghi. Invita a fare comunità, con canti e chiacchierate, rigorosamente sui sedili di dietro. Obbliga alla condivisione di spazi e sorti col prossimo che, nella società motorizzata di oggi, è solitamente anche svantaggiato: se non lo fosse, la prima cosa che comprerebbe sarebbe un'automobile e probabilmente non userebbe l'autobus o il treno.
E non dimentichiamo Amano e Rispettano la Natura: il trasporto pubblico non comporta alcuna emissione di inquinanti aggiuntivi. Il mezzo comunque si deve muovere ed il suo consumo non cambia granché, scout più scout meno.
In occasione della Route Invernale di quest'anno, però, ho dovuto approfondire le ragioni di questa mia convinzione, ponendomi il seguente quesito: è corretto spostarsi con i mezzi pubblici anche quando ciò è estremamente dispendioso in termini economici? Parlo del doppio o del triplo rispetto allo spostamento in automobile (ovviamente, quando possibile).
Mi spiego con un esempio pratico. Il viaggio Modena-Pavullo (50km) è costato in totale 81€ andata e ritorno in autobus, quando con 3 automobili la spesa sarebbe stata di 30€.
Si dirà che anche il trasporto è uno strumento per educare a tutte le cose che ho detto prima, più qualcuna che sicuramente ho tralasciato. Sì, vero, ma sulle tasche delle famiglie, o della sudatissima Cassa di Clan per chi ha la fortuna di averne una! Con quei 50€ di differenza si potrebbero fare cose più utili per la società. Vogliamo aiutare l'ambiente? Sequestriamo 6 tonnellate di CO2 dall'atmosfera, migliaia di volte di più di quanto il nostro viaggettino in automobile possa produrre, ad esempio donandoli a CarbonFund.org. O in mille altri modi più utili per l'umanità.
Dove sta il trucco?
Quei 30€ sono calcolati unicamente in base al costo del carburante. Come se in route ci andassimo a bordo di 20 litri di benzina (senza neppure una tanica per contenerla!).
Forse è un po' irrealistico: in realtà non abbiamo solo bisogno della benzina, ma anche dell'automobile. La quale ha tutta una serie di oneri che si sobbarcano sì le famiglie dei ragazzi, ma non sono assolutamente conteggiate nel nostro calcolo: parliamo di bollo, assicurazione, manutenzione. Se vogliamo veramente, e con giustizia, calcolare il costo del trasporto in macchina dobbiamo considerare tutti questi aspetti. Ma come si fa?
Ci aiuta l'Automobile Club Italiano (ACI) con il suo servizio di stima dei Costi Chilometrici, in base al modello di automobile. Questo sistema è abitualmente utilizzato in ambito lavorativo per calcolare il rimborso dovuto dalle aziende ai lavoratori che facciano trasferte utilizzando il proprio mezzo privato. Nel nostro caso, l'azienda sarebbe il Clan, che utilizza l'automobile dei genitori per le proprie attività, ed il soggetto da risarcire sono le famiglie.
ACI suddivide le voci di spesa in due categorie: costi non proporzionali, cioè indipendenti dal numero di km fatti ogni anno con l'auto, e costi proporzionali, cioè per ogni km percorso. In base ai chilometri totali percorsi in un anno dalla vettura, l'ACI risale ad una stima del costo chilometrico.
Chiaramente l'ACI da una stima di massima, ed alcuni valori potrebbero essere parecchio sballati. Ad esempio l'incidenza dell'assicurazione. Basta che rover e scolte chiedano ai propri genitori qual'è il corretto importo da utilizzare, per far quadrare i conti. Disponendo del consumo reale di carburante, si può correggere anche la sua incidenza sui costi proporzionali.
Vediamo cosa diventano quei 30€ utilizzando il costo chilometrico dell'ACI, immaginando di andare in Route con 3 macchine abbastanza utilitarie e nuove, PUNTO 1.3/16V MJT 69CV – MOD.2007 (in realtà avremmo utilizzato mezzi ben più dispendiosi).
Costi non proporzionali (annui):
Quota Interessi 520,294602
Tassa Circolazione 131,580000
Premio Ass.RCA 1.917,139500
TOTALE 2.569 €/anno
Costi proporzionali (al km):
Quota Capitale 0,036900
Carburante 0,074784
Pneumatici 0,009104
Manut.Riparazione 0,063000
TOTALE 0,183789 €/km
(Per maggiori informazioni sul significato di questi indici, ad esempio le quote interessi e capitale, consulta questo documento dell'ACI.)
Se queste vetture sono utilizzate dalle famiglie per 20000km/anno, ai costi proporzionali vanno aggiunti quelli non proporzionali spalmati su 20000km: il costo diventa 0,312239€/km, moltiplicati per 300km fatti da 3 auto per 50km andata e ritorno, fanno 93€.
Questi soldi andrebbero suddivisi per i 9 viaggiatori del clan, e rimborsati direttamente alle 3 famiglie che presterebbero le 3 automobili. O ancora meglio, presi dalla Cassa di Clan.
Se avessimo stipulato la tessera scalare ATCM per gli autobus, avremmo goduto dello “sconto flessibile” del 5%, quindi gli 81€ di biglietti di corsa semplice diventano 77€.
Probabilmente la stima dell'ACI andrebbe significativamente corretta al ribasso per la quota RC, ed al rialzo per il costo del carburante, e chiaramente tutto cambia di molto a seconda del modello di automobile. Il concetto è che il nostro budget per salvare il mondo viaggiando in automobile anziché in autobus cala drasticamente da 81€-30€=50€ a pochi euro o addirittura va in negativo, considerando tutti i costi dell'automobile e non solo quelli che ci fanno comodo, e risarcendo con equità coloro che ci prestano i mezzi.
La risposta alla domanda iniziale? Non ce l'ho: come sempre si valuta caso per caso, a seconda della branca, degli obiettivi, e delle famiglie. Quel che mi sembra abbastanza evidente è che il trasporto pubblico non è affatto una moda ecologista dispendiosa e riservata ai ricchi, ma un'occasione tangibile per inquinare meno, rendersi conto dei costi reali dell'automobile (di cui raramente siamo consapevoli, specie in Clan), e talvolta risparmiare qualche spicciolo.
responsabilità civile
Io però penso che il mezzo pubblico educhi alla puntualità (lui è sempre in ritardo tranne quando lo perdi perchè tu sei in ritardo), ti obbliga a fare della strada fino alla fermata, a pagare il biglietto, a condividere con altri il viaggio... un euro in più speso bene! (poi perchè non parliamo in Zona per fare una convenzione "SCOUT" con i gestori di corriere pubblici o privati per spendere meno???)