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Intervista ad Eugenio Garavini (estratto )

by mythsmith last modified 2009-03-03 21:06

L'attuale situazione economico-finanziaria, non deve essere interpretata come la "fine del mondo" ma come una "nuova scommessa per il sistema economico e per il nostro rapporto con il sistema economico".

11.11.2008

L'attuale situazione economico-finanziaria, non deve essere interpretata come la "fine del mondo" ma come una "nuova scommessa per il sistema economico e per il nostro rapporto con il sistema economico". Ma in particolare, si legge nella rivista della casa editrice di Bologna, "questa è una grande occasione anche per la chiesa che al momento tace: dovrebbe prendere una posizione nel dibattito sulle problematiche economico-finanziarie all'ordine del giorno, a maggior ragione tenendo conto degli stili di vita ormai consolidati nella società dei consumi e le modalità della finanza, spesso sganciate da riferimenti etici". Una responsabilità del disastro finanziario è sicuramente delle banche che "hanno scelto di diventare dei 'Moloc'. Anche in Italia - spiega Garavini - c'erano aziende incredibilmente funzionanti che un bel giorno si è deciso di fondere per fare dei grandi complessi nazionali e multinazionali. Il fatto di avere una banca che mantiene delle radici locali può essere diseconomico dal punto di vista del profitto, in quanto richiede che vengano pagate strutture, direttori e dipendenti in numero maggiore, ma ha il grosso vantaggio di tenere i rapporti col territorio.

Il discorso dell'etica è strettamente collegato al legame col proprio territorio". Ma ci sono anche delle responsabilità personali, legate ad una più diffusa "crisi di valori". "Occorre ripensare ai nostri stili di vita - continua -. Abbiamo avviato un sistema, quello del consumismo, con una spirale che apparentemente è sembrata virtuosa e che invece adesso appare viziosa. O si allarga l'ambito di coloro che possono consumare e beneficiare delle ricchezze e garantire loro una maggiore qualità di vita, o si interviene sullo stile di vita delle nostre civiltà". E in particolare "le famiglie e le associazioni dovrebbero riflettere sui messaggi che lanciano ai giovani. Oggi i giovani sono stati abituati ad avere in regalo non il salvadanaio ma la carta di credito. Forse dobbiamo riconsiderare il posizionamento del nostro approccio rispetto ai ragazzi. Stiamo educando i cittadini al consumo. Lo stesso messaggio dei governanti è quello di 'non cambiare niente', nella logica di mantenere un sistema pensando che questa sia solo una crisi congiunturale. Ma questa è anche una crisi dei valori. Sono emersi aspetti che toccano l'etica, il valore della vita, della convivenza, della solidarietà che con questo sistema sono stati messi in crisi".


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