Personal tools
You are here: Home Pace, Nonviolenza, Solidarietà Stili di vita e sobrietà felice Invito al Convegno Stili di vita e Sobrietà felice
Document Actions

Invito al Convegno Stili di vita e Sobrietà felice

by mythsmith last modified 2009-03-03 21:07

Una “sobrietà felice” esprime la capacità di apprezzare l’essenzialità, di saper costruire una vita felice e ricca di qualità con un consumo di beni e di ambiente ridotto. La dimensione della sufficienza e della solidarietà si intrecciano poi con l’attenzione per l’eco-efficienza, che sa usare la tecnica per ridurre al minimo il consumo di energia per ottenere gli obiettivi desiderati. Sono pratiche attraverso le quali possono trovare espressione concreta l’attenzione per i fratelli e quella per la salvaguardia del creato, fino a diventare criteri informativi per i comportamenti quotidiani.

Carissimi Capi della Zona di Modena,

Leggendo la lettera alla città del ns Arcivescovo Benito Cocchi in occasione della solennità di San Geminiano ci siamo interrogati sul capitolo relativo alla “ grave crisi economica : impegno a collaborare e a condividere” . Omettendo il testo, ci soffermiamo sull’invito saper trasformare questa crisi in un’occasione di dialogo , di collaborazione, di innovazione, non solo circa “ il cosa “ produrre, ma anche “ come “ produrre e sulla necessità di ripensare una organizzazione del lavoro che metta al centro la persona umana e la sua dignità, il valore dell’etica nelle relazioni produttive e dove i luoghi sappiano esprimere un nuovo umanesimo, quella civiltà del lavoro dove tutti sono responsabili di tutti.

Da sempre le nostre comunità cristiane hanno considerato il rinnovamento dei comportamenti dei propri membri come uno dei segni qualificanti della conversione, attraverso cui essa trova espressione storica concreta. Tale invito a camminare in una “vita nuova”, su cui spesso ritornano le lettere di S.Paolo , con cui abbiamo pregate insieme quest’anno , interessa certo l’interiorità ed il rapporto personale col Signore Gesù, ma ha anche una componente etico-pratica. Essa, d’altra parte, non riguarda solo le grandi scelte che segnano la nostra esistenza, ma anche quelle pratiche che si vivono nella quotidianità e che costituiscono appunto lo stile di vita di ognuno.

Non si può “essere compiuti” se la novità cristiana non trasforma anche l’esperienza di tutti giorni. Uno stimolo forte in questo senso viene, ad esempio, dalla lettera ai Romani (Rom.12, 1-2), che invita ogni credente ad una pratica di discernimento, ad un rinnovamento della mente che renda capaci di comportamenti nuovi, anche difformi dalla mentalità di questo mondo.

Anche dal punto di vista scout è importante ricordare che la dinamica educativa non può essere ridotta ad un processo di acquisizione di conoscenze, né alla sola cura dell’interiorità. A tali attenzioni formative – assolutamente essenziali – dovrà pure affiancarsi l’indicazione di pratiche concrete, che diano espressione a quanto vissuto. Un attento intreccio tra le diverse dimensioni risulta, poi, particolarmente importante per chi, come i giovani capi , vive quella fase della vita in cui si da forma alla propria esistenza. È,dunque, un momento favorevole per l’acquisizione di comportamenti informati dalla fede,per la realizzazione di una forma di vita che testimoni concretamente del Signore Gesù. Un’attenzione agli stili di vita risulta, dunque, essenziale,in una società che vede una forte pressione in direzione dell’acquisizione di modelli di comportamento tutti centrati sul consumo e spesso disattenti a significati più qualificati.

 

Parlare di stili di vita ( ah dimenticavo questo e’ il tema del convegno) in questo contesto, d’altra parte, esige un discernimento di noi capi e delle nostre comunità di fronte a grandi questioni di scala planetaria: l’esigenza di giustizia tra i popoli e la salvaguardia del creato. È un’ampiezza di orizzonti che rischia talvolta di far sentire impotente a chi generosamente accoglie l’appello alla responsabilità che in esse risuona.

Non a caso nei nostri gruppi che si confrontano con tematiche di portata così vasta risuonano domande che non sembrano neppure attendere risposta: cosa possiamo fare? come è possibile incidere su meccanismi che sembrano connaturati alla nostra società?

La proposta di diversi stili di consumo è anche l’indicazione della possibilità di “fare qualcosa”, nel personale rinnovamento della propria esistenza, ma anche nell’attenzione ad un orizzonte ampio. La rilevanza sociale delle scelte personali – specie quando vengono assunte da gruppi - è del resto stata segnalata da numerosi osservatori; esse sono, anzi, spesso indicate come un fattore “pesante” nel determinare il successo o il fallimento di numerose politiche di cura dell’ambiente.

In questa prospettiva occorre riscoprire tutta l’importanza del rapporto con i beni: di fronte all’avidità mai sazia della società dei consumi, occorre formare alla percezione di altri modi di sperimentare la bontà della vita. Una “sobrietà felice” esprime la capacità di apprezzare l’essenzialità, di saper costruire una vita felice e ricca di qualità con un consumo di beni e di ambiente ridotto. La dimensione della sufficienza e della solidarietà si intrecciano poi con l’attenzione per l’eco-efficienza, che sa usare la tecnica per ridurre al minimo il consumo di energia per ottenere gli obiettivi desiderati. Sono pratiche attraverso le quali possono trovare espressione concreta l’attenzione per i fratelli e quella per la salvaguardia del creato, fino a diventare criteri informativi per i comportamenti quotidiani.

Nel nostro piccolo, con la nostra testa, con i nostri comportamenti e le nostre scelte ossia con il nostro Stile vorremmo confrontarci su questi temi anche alla luce del nostro progetto di Zona che fino ad ora ci ha ricordato di essere “ uomini interi “ e non “ parzialmente scremati “ e forse capaci di lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato.

Daniela,
Don Antonio,
Vittorio

Un approccio Cattolico all'informatica: progetto Eleutheros
contatta il webmaster per proporre un banner

hosting

Powered by Plone CMS, the Open Source Content Management System

This site conforms to the following standards: