Compiti diversi per un futuro comune
Lettera alla città nella solennità di San Geminiano da parte dell'Arcivescovo Benito Cocchi. La solennità del Patrono: una festa per l‘intera città.
Come ogni anno, per la festa di San Geminiano si raccoglie a Modena una vera, grande folla, formata da persone di ogni provenienza: dalla città, dai paesi dell‘intera Provincia, dalla Bassa e dall‘Appennino. Come ogni anno non manca la presenza di numerosi devoti provenienti anche da fuori Modena. Le strade sono gremite ed anche la piazza è piena ed animata come poche altre volte.
La Cattedrale è frequentata per l‘intera giornata da tante persone. Ë in particolare caratteristica e significativa la processione continua e spontanea di tanti fedeli che, senza interruzione, hanno come meta la Cripta, dove si recano per venerare il Santo Patrono nel suo sepolcro.
Ë opportuno ricordare che si celebra anzitutto una festa religiosa: la comunità cristiana fa memoria del santo patrono, San Geminiano. Allo stesso tempo, però, l‘annuale ricorrenza di San Geminiano è anche una grande festa cittadina. I Modenesi che, volentieri e legittimamente, in altri momenti e circostanze esprimono le proprie convinzioni e le difendono con forza, nella festa del Patrono sembrano accantonare per qualche ora le loro idee, per ricordare e vivere, insieme ai concittadini, i valori, gli avvenimenti, le idee che coinvolgono ed uniscono l‘intera città.
È, dunque, una festa religiosa e civile; ma la festa, la folla, l‘attrattiva delle strade piene di luce, non fanno, certamente, dimenticare i giorni feriali con i loro problemi, che gravano soprattutto sui più deboli.
La comunità cristiana cattolica di Modena, in occasione della festa del patrono, desidera confermare la volontà e l‘impegno ad essere attiva nei confronti di tutto ciò che favorisce il bene dei cittadini.
La Chiesa non intende intromettersi in ciò che è compito e competenza della società civile. Suo unico intento è quello di offrire una riflessione costruttiva per affrontare le nuove sfide che il tempo attuale impone a tutti.
Il compito della Chiesa: annunciare il Vangelo
Modena, come molte altre città, vive una fase non facile. Ha una grande storia, è cresciuta nel settore economico, ma anche in quello culturale. La Chiesa, cioè la comunità dei fedeli a Cristo Gesù, è ben consapevole del suo compito: anzitutto annunziare a tutti il Vangelo e formare la comunità cristiana ad essere presente con la carità e con la luce della Parola di Dio, dove sia richiesto e dove è in condizione di farlo. Essa cerca di compiere con il massimo dell‘impegno il suo compito.
Modena, che sta guardando avanti e che scruta il suo futuro, ha ancora bisogno delle energie, delle idee e delle idealità di tutti. Anche Modena deve affrontare i gravi problemi che sono propri del nostro tempo e che sembrano accrescersi. Può farlo solo con il contributo di tutti. Questo presuppone il rispetto e l‘apprezzamento dell‘apporto che ciascuno può e deve dare, in uno spirito di solidale impegno e di viva attenzione al bene comune.
In tutto questo, il contributo e l‘opera della Chiesa coinvolgono soprattutto l‘aspetto spirituale. La Chiesa non intende sostituirsi alla società civile in ciò che propriamente le spetta e le compete. Talvolta qualcuno può essere indotto a pensare che la Chiesa ben poco possa fare per il bene comune. Non è così e la recente Settimana Liturgica Nazionale, che portava come titolo: "Celebrare nella città degli uomini: comportatevi da cittadini degni del Vangelo“ ci ha ricordato che da una vera liturgia nascono impulsi che si riferiscono alla vita quotidiana. Non si tratta, certamente, di effetti che immediatamente producono frutti, come non sono mai immediati i risultati di qualunque azione formativa ed educativa. I problemi materiali urgono, ma è ancor più necessario impegnarsi per la formazione umana e spirituale delle nuove generazioni, che avranno la responsabilità ed il compito di costruire la città di domani, che vedrà persone diverse per l‘origine, la cultura, le tradizioni ed anche, in quantità notevole, per la religione, divenire a pieno titolo i nuovi cittadini di Modena. La Chiesa si dichiara disponibile a collaborare. Alla comunità cristiana non è permesso dirsi estranea o indifferente alla realtà in cui si trova a vivere: i cristiani né per regione, né per costumi si distinguono dagli altri uomini. Cresce dunque nella Chiesa la consapevolezza che: —celebrare nella città dell‘uomo“, non è soltanto un fatto logistico e funzionale. Significa riaffermare l‘intima unione della Chiesa con la società in cui vive.
La comunità cattolica di Modena, celebrando l‘annuale ricorrenza del santo patrono, avverte l‘esigenza di valutare attentamente, insieme alle altre istituzioni che vivono e agiscono nel territorio modenese, quali sono i problemi che debbono essere affrontati con maggior impegno. Nell‘attuale contesto, due ci sembrano le priorità più urgenti da affrontare: la presenza di tante persone immigrate e la grave crisi economica.
Immigrati: accoglienza e rispetto reciproco
La prima è la più visibile: è la presenza nella nostra città di migliaia di immigrati, in buona parte giovani, che hanno lasciato la loro terra, dove il più della volte rimangono i loro familiari. A spingerli a questa scelta, certamente dolorosa per loro, è la speranza di trovare qui la possibilità di un lavoro che permetta di guadagnare per vivere e per assicurare a se stessi ed ai loro figli, un futuro più sereno. Nessuno si nasconde che una tale situazione può dare luogo a tensioni e difficoltà, specie in tempo di crisi economica.
I rischi menzionati non devono però far dimenticare la realtà positiva delle tante persone immigrate che lavorano e vivono onestamente, contribuendo al benessere generale della nostra città. Il pensiero va in particolare alle numerose —badanti“ che con cura e dedizione assistono i nostri malati e gli anziani.
Come comunità cristiana abbiamo il diritto ed il dovere di chiedere a tutti l‘osservanza delle regole, il rispetto per le persone, la necessità di dare una risposta al disagio e alla precarietà in cui vivono molti di questi immigrati, spesso ancora alla ricerca di un lavoro e di un‘abitazione stabili. A qualunque persona va riconosciuto il diritto di cercare la possibilità di guadagnarsi onestamente il necessario per vivere.
Da parte nostra è doveroso coltivare e promuovere uno spirito ed uno stile di accoglienza verso gli immigrati, anche se in gran parte portatori di un‘altra cultura, un‘altra storia, un‘altra religione. In questo impegno, dobbiamo esprimere stima e gratitudine per quanto, da anni, la Caritas Diocesana va compiendo, sia direttamente, sia tramite altre realtà ed istituzioni.
In dialogo con altre confessioni cristiane e le altre religioni
Fra gli immigrati che a Modena vivono e lavorano, molti giungono da terre e luoghi di tradizione cattolica talvolta molto antica. La comunità cattolica di Modena si sente arricchita dalla loro presenza e li accoglie con gioia.
Altri, in numero ragguardevole, arrivano a Modena portando con sé il retaggio di una fede cristiana viva e sentita, riconoscendosi però nei tratti di altre confessioni cristiane. La comunità cattolica di Modena è lieta della presenza e della vicinanza di questi fratelli nella fede. Oggi in modo particolare ci unisce la memoria e l‘esempio di San Geminiano, nostro celeste patrono e grande testimone di Cristo nel tempo della Chiesa ancora indivisa.
Molte, infine, sono le persone immigrate appartenenti ad altre religioni. La ricorrenza annuale della festa di San Geminiano porti tutti a vedere in lui un modello di quelle virtù umane e civili, che da sempre contraddistinguono il popolo modenese. In questa circostanza è importante ricordare il significato di una festa solenne e così ampiamente partecipata dalla cittadinanza, capace di superare ogni divisione e in grado di farci gustare la bellezza di ritrovarci uniti, vincendo paure e diffidenze.
Le differenze, anziché rendere difficili i nostri rapporti, siano accolte e vissute da tutti come occasione per essere sempre più partecipi della vita e delle iniziative della città. Ë importante che chiunque vive e lavora nella nostra città possa osservare le regole della propria religione nella libertà e nel rispetto delle regole, non meno importanti, del vivere civile, cosi come in ogni parte del mondo ad ogni persona deve essere garantita la libertà di adorare Dio e di pregarlo secondo la propria fede e le proprie tradizioni, nel pieno rispetto di un ordine civile improntato a giustizia.
Proprio perché ci accomuna un vivo senso della fede e dell‘onore dovuto a Dio, siamo certi che possiamo incontrarci, parlarci, collaborare. La fede in Dio deve portarci a sentimenti e comportamenti contrassegnati da rispetto e stima vicendevole. Su vari punti potrà accadere di non trovare un comune consenso, ma siamo certi che il rispetto, la stima e la carità possono farci camminare sempre più concordi.
La grave crisi economica: impegno a collaborare e condividere
La seconda situazione che richiama la nostra attenzione, in questi mesi, è la grave crisi economica e finanziaria che ha colpito anche il nostro paese e i cui effetti si percepiscono chiaramente anche nella nostra città. Per quanti vivono situazioni di preoccupazione, la festa di San Geminiano non potrà essere un giorno di piena festa.
L‘esito della crisi finanziaria che ha investito l‘economia del nostro paese ha già avuto le sue conseguenze negative sulla realtà occupazionale della nostra provincia. Secondo i dati Inps, nel nostro territorio la disoccupazione è aumentata del 30% e unitamente il ricorso alla Cassa integrazione del 50%. Sono dati non definitivi, ma già significativi. Molte ditte hanno prolungato le ferie per il periodo natalizio e molte difficoltà si presentano per la ripresa del lavoro, causa la caduta della domanda; non si spegne, inoltre, il timore che la situazione abbia a peggiorare, per cui va crescendo la preoccupazione per la situazione di povertà in cui già si trovano o si verranno a trovare numerose famiglie.
La Chiesa di Modena vuole condividere la preoccupazione per l‘attuale situazione del mondo del lavoro, per gli effetti negativi della crisi economica in atto sul vissuto personale dei lavoratori e per le loro famiglie. Oltre ad essere un diritto fondamentale e un bene per l‘uomo, perché accresce la dignità umana, il lavoro assume il carattere di necessità: —il lavoro è necessario per formare e mantenere una famiglia, per avere diritto alla proprietà, per contribuire al bene comune della famiglia umana. La considerazione delle implicazioni morali che la questione del lavoro comporta nella vita sociale induce la Chiesa ad additare la disoccupazione come una «vera calamità sociale»“ (Compendio della dottrina sociale della Chiesa, 287).
La Chiesa di Modena invita tutti gli operatori economici, dalle istituzioni alle diverse realtà del mondo produttivo, professionale e sindacale, a cooperare attivamente in vista della salvaguardia della occupazione nel nostro territorio e a saper trasformare questa crisi in una occasione di dialogo, di collaborazione, di innovazione, non solo circa il —che cosa“ produrre, ma anche —come“ produrre. È necessario ripensare una organizzazione del lavoro che metta al centro la persona umana e la sua dignità, il valore dell‘etica nelle relazioni produttive e dove le aziende e i luoghi di lavoro sappiano esprimere un nuovo umanesimo, quella civiltà del lavoro dove tutti sono responsabili di tutti.
Di fronte ad un futuro carico di interrogativi preoccupanti, specie di fronte alla crescente incertezza circa le prospettive occupazionali, la Chiesa modenese invita le comunità cristiane alla preghiera, come segno di solidarietà e speranza per il mondo del lavoro. Il Creatore dell'universo, il cui Figlio ha voluto lavorare come artigiano nella casa di Nazareth, apra il nostro cuore alle necessità dei fratelli e sorelle, perché incontrandoci non ci trovino freddi e senza amore verso di loro. Faccia sì che tutti gli uomini cooperino a creare un nuovo mondo del lavoro, più conforme alle legittime aspirazioni della giustizia e del rispetto della persona umana affinché a nessuno manchi il pane, la casa e un futuro per la propria famiglia. La Chiesa di Modena si dice disponibile a collaborare nell'individuare forme di solidarietà e di condivisione. Tutti si facciano carico delle sofferenze dei fratelli, ognuno secondo le proprie capacità.
Come sempre anche oggi e forse oggi più che in altri tempi ci sembra si esiga un impegno comune tra credenti e non credenti, fra cristiani e non cristiani, con la possibilità di un‘azione concordata, pur lasciando ad ogni istituzione la libertà di scegliere le strade, i modi e i tempi che si ritengono più utili.
Solennità di S. Geminiano
Benito Cocchi
Arcivescovo Abate