Punti fermi sulla Catechesi in Branca LC
Ogni buon scout, come chiunque sia esperto di avventure all'aria aperta, appassionato della montagna, sa preparare tutto il necessario prima di mettersi in cammino. Specie quando ha davanti non una breve passeggiata pomeridiana, ma un cammino lungo, impegnativo e affascinante. Individuata la meta, traccia sulla mappa il percorso da fare, mette nello zaino l'occorrente e... parte.
dal SENTIERO FEDE – Il Progetto (AGESCI – NUOVA FIORDALISO 1997)
PER METTERCI IN CAMMINO
Ogni buon scout, come chiunque sia esperto di avventure all'aria aperta, appassionato della montagna, sa preparare tutto il necessario prima di mettersi in cammino. Specie quando ha davanti non una breve passeggiata pomeridiana, ma un cammino lungo, impegnativo e affascinante. Individuata la meta, traccia sulla mappa il percorso da fare, mette nello zaino l'occorrente e... parte.
La vita, dell'uomo e ancor più del credente, è un cammino. La strada è una parabola antica, che può essere raccontata e vissuta in maniera sempre nuova nelle diverse età e situazioni della vita. L'incontro con le tracce lasciate da altri uomini, l'essere insieme ai fratelli, la scoperta di nuovi orizzonti... sono tante le esperienze che rendono il cammino meno faticoso, anzi appassionante e significativo. Soprattutto la scoperta di Dio come compagno di viaggio, spinge a percorrere il sentiero della fede, come quello che solo può portare a vivere il segreto della vita e della felicità: dare la felicità agli altri. Lo ha detto Baden-Powell, ma soprattutto lo ha reso possibile la luce e la forza del vangelo del Signore. La strada conduce a scoprire "la via": il Signore nato per strada e morto sulla strada per farsi riconoscere come la via della verità e della vita.
Non stupisca questo modo di entrare in un percorso di catechesi secondo il metodo scout. Il santo padre Giovanni Paolo II ci incoraggia: "L'incontro dello scautismo con la fede cattolica si è rivelato fecondo come scuola di crescita per cristiani autentici e come fonte di autentica spiritualità. Il vangelo trova significativi riscontri nelle parole- chiave dello scautismo e questo viene a sua volta illuminato e potenziato, quando è praticato nell'esperienza del cammino ecclesiale".
Lo scautismo si propone la formazione integrale della persona umana in una prospettiva fondamentalmente religiosa, perché mette a base della vita "la pietà verso Dio, l'amore per il prossimo e l'amore per se stessi in quanto servi di Dio" Se questi valori profondamente cristiani venissero a mancare, lo scautismo si ridurrebbe a un insieme di tecniche più o meno utili, e sarebbe privo del suo vero valore e di prospettive per il futuro.
L'Agesci non fa solo una generica scelta cristiana, ma si assume un preciso impegno all'interno della Chiesa, come si afferma nel Patto associativo: "i capi dell'associazione hanno scelto di fare proprio il messaggio di salvezza annunciato da Cristo e ne danno testimonianza secondo la fede che è loro concessa da Dio". Perciò, in cammino sul Sentiero fede sono innanzitutto le comunità capi, gli educatori laici che, insieme ai sacerdoti assistenti, elaborano localmente la proposta educativa.
Ogni comunità capi cerca di vivere come autentica comunità di cristiani, giovani e adulti, che offrono, fra i vari doni di cui il Signore arricchisce la sua Chiesa, il prezioso servizio dell'educazione, sempre più necessario perché la fede sia accolta e integrata nella vita di ogni uomo.
Oggi, il servizio educativo dei capi non si limita a valorizzare nella proposta di fede gli elementi caratteristici dello scautismo, ma vuole essere annuncio del vangelo all'interno del mondo giovanile. Infatti, se al ragazzo che viene all'Agesci non è richiesta una previa professione di fede cristiana, a tutti si propone chiaramente la vita scout anche come cammino di fede, adeguato all'età, vissuto col gruppo dei coetanei, per scoprire e scegliere di seguire il Cristo vivente oggi nella Chiesa.
Con questo spirito, mettiamoci in ascolto della proposta contenuta nel Sentiero fede, di cui queste pagine introduttive mostrano ragioni, obiettivi e impostazione.
dal REGOLAMENTO METODOLOGICO AGESCI
Art. 8 - Educazione alla fede
L’annuncio del Vangelo anima e sostiene l’intera proposta educativa dell’Agesci. Le attività dell’unità, il clima in essa creato, lo stile e l’atteggiamento dei capi costituiscono un luogo privilegiato per l’incontro personale con Dio e per il cammino di fede del ragazzo e della ragazza.
La fede è vissuta nella Chiesa; la Comunità capi vive il suo carisma educativo inserita nella vita della Chiesa locale ed offre, con la specificità dello scautismo, un modo di educare alla fede e all’ecclesialità. A tal fine, gruppi e unità ricercano rapporti costanti e costruttivi con organismi pastorali delle comunità locali, cui prendono parte nei modi e nei momenti appropriati.
Nel fare la proposta di fede nelle diverse età l’Associazione si inserisce nel progetto catechistico della Chiesa italiana, riconoscendo nel “Catechismo per la vita cristiana” della CEI il principale riferimento per i contenuti da trasmettere e lo stimolo per l’elaborazione di itinerari originali per condurre fanciulli, ragazzi e giovani verso la maturità della fede.
Art. 9 - Itinerari di fede
L’itinerario di fede parte dalle concrete situazioni della vita dei ragazzi e delle ragazze dentro e fuori le attività scout, per portarli a comprendere come la Parola di Dio illumini tutta la realtà della vita per rivelarne il significato umano, religioso, cristiano.
L’annuncio di Gesù Cristo presente nella vita della Chiesa in cammino verso il Regno, caratterizza l’itinerario di fede attraverso le esperienze dell’ascolto della Parola, della preghiera e della celebrazione del mistero, della testimonianza e del servizio.
Tale itinerario si inquadra nel progetto educativo di gruppo e si attua nelle tappe della progressione educativa scout attraverso la proposta di esperienze e la mediazione di simboli che facilitano l’integrazione tra la fede e la vita.
Corresponsabili dell’educazione alla fede in Associazione sono capi ed assistente ecclesiastico, chiamati ad essere testimoni della fede, secondo il loro specifico ministero nella Chiesa. Il servizio diviene efficace e fecondo attraverso l’esemplarità delle scelte e dei comportamenti; ciò presuppone un atteggiamento interiore di crescita e specifici momenti individuali e comunitari di formazione spirituale.
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Art. 2 ITINERARIO DI FEDE Nel branco e nel cerchio i bambini sono chiamati a conoscere tutte le proprie potenzialità ed a scoprirsi figli di Dio con la semplicità e il linguaggio caratteristico della loro età. Gesù stesso ha indicato nel fanciullo il tipo dell’uomo che incontra il Messia, insegnando ad accoglierlo per ciò che è già e non solo per ciò che sarà. I bambini sono capaci di molteplici atteggiamenti favorevoli all’esperienza religiosa: meraviglia e stupore, senso del bello e della gioia, imitazione di modelli significativi, senso di appartenenza alla comunità e rispetto della sua legge. Senza far leva eccessivamente sull’emotività e sull’osservanza delle regole, i bambini sono accompagnati nella graduale maturazione della loro vita spirituale, superando così il naturale egocentrismo grazie all’incontro con Gesù e col suo Vangelo. Tutta la vita del branco e del cerchio è permeata dall’amore di Dio, sorgente della vera Famiglia Felice. Si farà attenzione particolare a creare un clima di fraternità cristiana che stimoli la crescita nella fede e in cui prendano significato le attività più specifiche di catechesi. L’armonia tra catechesi sistematica e occasionale, tra testimonianza degli adulti e clima di comunità, può aiutare a costruire un rapporto vivo e personale con l’esperienza cristiana ed ecclesiale. L’itinerario si basa su tre elementi: • La catechesi mette i bambini a contatto vivo con la Parola di Dio, attraverso un itinerario di prima scoperta della Sacra Scrittura, al fine di conoscere e saper raccontare la storia di Dio e dell’uomo nei suoi passaggi nodali e nei suoi personaggi principali. L’incontro personale con Gesù e una sempre più profonda conoscenza della sua vita e del suo insegnamento costituiscono, infatti, il centro e il fondamento di un’esistenza che si rivela già come chiamata a seguirlo. • Scoprendo la presenza di Dio nella comunità, nella natura, nella vita, i bambini imparano a ringraziare il Signore per la gioia che dona loro e imparano a pregarlo sia insieme alla comunità che personalmente, sia in forma spontanea che attraverso le formule della Chiesa. L’educazione alla preghiera e alla celebrazione valorizza i momenti più significativi dell’anno liturgico, le esperienze principali della comunità, le tappe del cammino dell’iniziazione cristiana vissuto dai fanciulli, dedicando una particolare attenzione all’Eucarestia. • La catechesi offre un decisivo contributo all’opera globale di educazione morale dei bambini che, nella vita comunitaria e nella propria progressione personale, imparano a superare le difficoltà e a compiere la “Buona Azione” come esercizio di virtù umane e cristiane. Nella conoscenza e imitazione di Gesù, sull’esempio di S. Francesco e di altri modelli di vita cristiana, i bambini scoprono sempre più la presenza di Dio che, attraverso la legge dell’amore, li chiama a vivere con semplicità e gioia il Vangelo nella vita quotidiana. • I personaggi-simbolo di Samuele, Aronne e S. Francesco possono essere utilmente adottati come guida nel percorrere armonicamente questi tre itinerari. |
Art. 10 - Pedagogia scout nell’educazione alla fede
La pedagogia scout è ispirata ad un modello di uomo, che si esprime negli orientamenti della progressione personale, dalla Promessa alla Partenza, originando uno specifico spirito e stile di vita, i cui valori sono sintetizzati efficacemente nella Promessa, nella Legge e nel Motto.
Le esperienze caratteristiche del metodo scout hanno già una valenza religiosa, che - attraverso l’annuncio della Parola e la celebrazione dei sacramenti - fa dello scautismo un’occasione di incontro con il Vangelo e una originale forma di spiritualità cristiana.
Le varie fasi del cammino scout si esprimono nello spirito del gioco, nel senso dell’avventura, nella spiritualità della strada: l’educazione alla fede dei ragazzi e delle ragazze trova in questo patrimonio di valori il terreno adatto per una proposta di crescita graduale ed armonica.
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Art. 3 PEDAGOGIA SCOUT NELL’EDUCAZIONE ALLA FEDE L’educazione alla fede si attua con gradualità e continuità, lungo la progressione personale del lupetto e della coccinella, nella prospettiva unitaria del cammino di crescita verso la Partenza. Attraverso le fasi progressive della scoperta, della competenza e della responsabilità, il bambino e la bambina crescono in un rapporto di confidenza filiale con Dio Padre, che scoprono e conoscono per mezzo del suo Figlio Gesù, che si impegnano a seguire e imitare negli atteggiamenti di lode a Dio e amore ai fratelli. Nel clima di Famiglia Felice il bambino e la bambina scoprono l’amore del Padre e la fiducia che Egli sempre dona ai suoi figli. Per raggiungere questo obiettivo, il cammino di educazione alla fede si inserisce armonicamente nel programma del branco e del cerchio e nelle diverse tappe della progressione personale di ogni lupetto e di ogni coccinella. L’ambiente educativo nel suo complesso, i rapporti positivi e il clima di gioia tra adulti e bambini stimolano la crescita nella fede; tuttavia, nel corso dell’anno, si programmano attività più specifiche di catechesi. Esse si pongono, di norma, come originale complemento alla preparazione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana che i bambini vivono nella parrocchia e nella famiglia. Ciò non esclude la possibilità che l’itinerario di fede in branco e in cerchio si realizzi, a particolari condizioni, come cammino di iniziazione cristiana. La metodologia della branca e la vita dell’unità offrono molteplici occasioni per suscitare nel bambino e nella bambina un’interpretazione religiosa e cristiana della propria esperienza: simbolismo e morale dell’Ambiente Fantastico, il gioco, la vita nella natura, la fraternità della Famiglia Felice, l’impegno nella progressione personale e per le specialità, le uscite e le vacanze di branco e cerchio, il rapporto con i capi, specifiche attività a tema, il racconto e l’espressione, ecc. Alcuni spunti specifici appartengono alla tradizione del lupettismo e del coccinellismo cattolici: il riferimento alla figura di San Francesco, la spiritualità dell’ “eccomi” per le coccinelle, le preghiere tradizionali, segni e simboli. Queste e altre opportunità vengono valorizzate all’interno di una programmazione educativa che, non isolando la dimensione religiosa, la articola in maniera originale e pedagogicamente efficace. |